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Aneddoto zolese

Mio padre Giuseppe raccontava spesso un aneddoto accaduto durante la quadriennale “Festa Grossa” di Luglio a Ponte Ronca (probabilmente del 1946).

Un turista francese, ospite in una delle tante ville padronali della zona, si avvicinò ad una bancarella dove il venditore aveva disposto in bell’ordine diversi tipi di frutta secca:
- Comment s’appel? – Chiede il turista indicando un cestino di noci.
- Mo ins pailén mégga, is machèn – gli risponde il nostro ambulante “poliglotta”.
- Comment? – Replica il buon francese.
- No, no  brîṡa col man, col martèl – lo corregge il fruttivendolo.
- Je ne comprì – Gli risponde deciso il turista.
- A nin cunprè brîṡa? Bän lé listàss, a i vindrò a un èter!
Poi, rivolgendosi ad alcuni paesani incuriositi che avevano assistito alla scenetta, proclamò con fierezza:
- A chi bòja ed chi tudéssch an si capéss un azidóll, invêzi con chi franziṡón lé vésst cómm ai ò capé sóbbit!