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"Nel Parco dei Gessi"

Di un antico sentiero mi ritrovo a pensare,

dove brilla la roccia  al chiarore  lunare,

Selenite chiamata,  che un piccol borgo ai “Gessi” l’ha intitolata.

S’inerpica a monte Rocca faticoso,

di querce e ontani in un boschetto ombroso,

dei  Gessaroli il miser  passo che con sudor martellavan  il sasso.

Fangosi rigagnoli,  rami spezzati  sbarrano la via,

e impauriti  caprioli corron via;

macchie di fiori profumati….  lepri e cinghiali indaffarati.

Uno squittio assordante….. dei pipistrelli nella cava, il volo inquietante.

Dall’alto domina il falco nell’ampio volteggiare,

mentre l’allocco o la lamentosa  poiana son pronti a cacciare

non l’aculea istrice o il simpatico porcospino,

ma ramarri, lucertole o qualche sfortunato topolino.

Umide grotte,  rifugi di scomparsi pastori,

tane di pigri tassi ,volpi, faine e piccoli roditori.

Fan da cornice pungitopi, luppoli, noccioli e biancospini,

pure sambuchelle, gigli, ginestre, orchidee e ciclamini;

cerri, castagni, aceri, sorbi , melograni costeggiano il ruscelletto,

come i neri  pioppi, ortiche, l’asparago, il cipollaccio ed  il piscialetto;

e aromatici cespugli dall’odor di liquerizia penetrante,

della melissa il delizioso profumo di limoni invitante.

Sale il cammin a Monte Capra tra sponde argillose, candelle inghiottitoi,… rosse distese di  papaveri, campi di girasoli

da Monte Castello, sul cheto laghetto, su sparse case lo sguardo si posa,

sul colle della Guardia, sulla vicin Zola, sulla laboriosa valle del Lavino..

infin  alla maestosa, secolare  roverella di Duecentola, riposa.

Celato spicchio di ancor terra selvatica,

natura incantata, coinvolgente e  bella…..

ed ecco a Voi…. “dei Gessi la mia ecologica zirudella”.

Mauro FIUMI