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“All’alba, al mare “

Meditabondo vago pel soffice arenile,

al tepido incanto primaverile.

Nel luccichio dell’ultima stella,

schiara l’aria di un tenuo bagliore,

dipingendo il cielo di roseo candore.

Affollano la mente i bei tempi passati,

intensamente vissuti o solo sfiorati;

sfuocate istantanee di momenti festosi,

e a volte sereni oppur dolorosi.

S'alza lento in cielo il carro di fetonte

perdendosi lo sguardo all' orizzonte.

Strali dorati mi colpiscono il viso,

suscitando un tenue sorriso,

per l'amata donna, dolce compagna

che sempre mi sostiene e mai si lagna.

Rauchi gridi di bianchi gabbiani,

che al mio passar s' involano lontani.

Sulla dunna, una leggiadra giovinetta,

Scioglie al vento la lunga veletta;

Un ragazzo gioca col suo cagnolino

e gli getta in acqua un salmastro bastoncino;

pescatori improvvisati rastrellano telline,

avventurosi barconi salpano saraghi e sardine;

solitari cercatori di piccoli tesori,

ma mozziconi e cocci trovan più che ori;

qualcun saltella, corre goffamente,

crede di perder peso velocemente;

dagli scogli esibiscon temerari tuffi,

anche se a volte paion assai buffi.

Poi famiglie a frotte di grandi e piccini,

con sdrai, ombrelloni e cesti pien di panini.

Di gente ormai quasi una mareggiata,

la mattutina quiete ormai è terminata.

La risacca cancella le fugaci orme,

ricopre conchiglie, buche, sassi,

così pigramente ritorno sui miei passi,

verso la tranquilla magione,

un languorino....non ho ancor fatto colazione.

Etereo invitante profumo di mare, di pesce, di sole