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“Un giorno nelle Marche“

Alle sei, in piazza a Zola, ci aspettava Miriam col pullmino,
per portarci in gita a Fabriano e Urbino. 
Avanti a noi, scorreva veloce la striscia d’asfalto, 
mentre il sole lento, s’alzava alto,                       
e mentre Mauro leggeva la zirudella dell’Alba al mare,
il paesaggio marchigiano potevam ammirare. 
Una breve idraulica sosta e per bere un caffettino, 
ci siam presto rimessi in cammino.
Per divertimento abbiam fatto una bizzarra lotteria
delle ciofeche e qualche altra cineseria; 
l’inutil premio era cosa così cara, 
che molti sorteggiati la rimettevano in gara,
così a tal guisa,  lo staff della direzione
ha deciso di chiudere in anticipo l’estrazione.
C’è un piccolo museo, arrivati a Fabriano,
molto interessante da sembrare fors’anche un po’ strano,
degli antichi mestieri in bicicletta, da visitar tranquilli e senza troppa fretta.
Dalla bici dell’arrotino al mosquito del norcino,
dalla bici del castagnaro a quella del cocciaro,
da quella del pompiere a quella del barbiere,  
dalla bicicletta del calzolaio al carretto del gelataio,
da quella del pittore a quella del dottore,  
poi la bici del panettiere, dello scrivano, del prete, del veterinario,
dello spazzacamino, del bersagliere, del pescivendolo, del carbonaio;
e tantissime altre biciclette, anche in carrettino trasformate,
per la mercanzia e per gli atrezzi adattate,
da uomini temprati, semplici ed ingegnosi
che le usavan pei più svariati, umili mestieri,
portando così la loro arte e maestria per vicoli o impervi sentieri. 
Tutti avevan seco l’ombrello, sia che piovesse o il cielo fosse bello;
s’annunciavan a gran voce suonando l’allegra trombetta,   
e la gente accorreva smaniosa per comprare o riparare qualche cosetta.
Chi il museo della carta, chi la piazza del comune
oppur il porticato di S.Framcesco ha visitato,
per sederci poi tutti alla Marchegiana, dove le Pincinelle abbiam gustato.
Nel pomeriggio, pel ducato di Urbino, la guida ci ha fatto far un bel girettino, 
su e giù per salite e discese, mure e viuzze, chiese, antichi palazzi,
ed accompagnati da un gelido venticello,
abbiam pur visto, da fuori, l’illustre casa natale  del  pittore Raffaello. 
Nel ritorno abbiam premiato Cristiano, come il nostro miglior autista,
consegnandogli un’oscar, anche se del cinema non è un artista.
Felici infin in compagnia, tra un sonnellino, chiacchere e facezie  
s’è conclusa un’altra giornata, piacevole, interessante e bella…. 
toc e dai la zirudella.

Mauro Fiumi                                     19 aprile 2015