Villa Garagnani

 

 

Villa

Edvige Garagnani

 

 

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Dei conti Garagnani, si raccontan fatti strani…. nella villa in lontananza, brillan luci e lumi in ogni stanza, e le notti di tempesta, s’odon suoni, balli e gran festa.In un’epoca lontana, viveva, tra campi e la foresta.… il bandito Manolesta; agli ignari cittadini…sfilava i borsellini; tra i due ponti del Lavino, lui faceva il contadino e con la banda della Torrella… imponeva la gabella; i viandanti taglieggiava, ed intanto s’arricchiva; in tant’anni di rapine ed oscuro lavoro, mise insieme un bel tesoro; nell’antro del cinghiale nascose monete, gioielli ed un gemmato bel bracciale. Il furfante Manolesta ai gendarmi seppe sempre tener testa, ma, in un vil agguato, dalle guardie circondato fuggì a più non posso, e saltando lungo un fosso, si ruppe del collo l’osso. Il brigante mai non spese fiorini, ducati, né un doblone… forse pensava già alla sua pensione; del ricco e gran bottino, mai a nessun ne parlò, nemmeno quando esalò.

A quei tempi il nobil Garagnani, solea andar per lepri e fagiani, ed un bel dì a caccia in giro, un cinghial gli capitò a tiro; lo ferì mortalmente, nella sua tana lo rincorse lestamente… e qui trovò dei gran borsoni pieni di monili e di soldoni, poi smeraldi rubini e tanto oro…. che del brigante ne era il tesoro. In onor di Manolesta lui fece una gran festa e con tutti quei quattrini comprò, terreni, palazzi, villlini, ed un castello a Crespellano, che da Zola non è lontano; ai suoi devoti contadini donò vesti, cibo e dei quattrini, ed ai suoi vicini, di Zola cittadini, vin dei colli in abbondanza, ma con stile e gran creanza. Al conte piaceva andare, per colline e campi a cavalcare, ma cadendo in un burrone, si prese una brutta infezione; da Bologna arrivò con fervore, Balanzone il gran dottore, che con salassi e tisane, il nobile tentò di salvare,….ma poco o nulla seppe curare. La contessa Edvige, di cui purtroppo abbiam perso l’effige, era una pia donna, assai devota alla Madonna, ed a lei fece voto ardito, se lo sposo suo fosse guarito, di lasciar al Comun di Zola Predosa, una cosa assai preziosa, villa e parco in eredità, alla morte per l’eternità. I Zolesi, del conte ebber compassione, ed in pompa magna, con in testa il gonfalone, andarono a San Luca in processione; chiesero grazia, oranti, con clamore tutti quanti. Il conte Garagnani, sano ed allegro si riprese all’indomani e scese giù dal letto vispo e gaio come un bimbetto. I due nobil sposi vissero ancora felici, molti anni con amore e pochi affanni; e al termine della vita, la nobildonna….mantenne il voto alla Madonna.

Ora infine con ardore, ringraziamo di tutto cuore e battiam forte le mani alla contessa Edvige Garagnani. Orbene, questa fola, dedicata è a voi di Zola; non è documentata…. solamente da me inventata; e alla fin della storiella, che speriam gradita e bella…. toc e dai la zirudella.

             Mauro Fiumi                Luglio 2009

 

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