Una fruttosa giornata al supermercato

 

Una piacevole, fruttuosa giornata al supermercato

 

Carlo, mi accompagni oggi al supermercato?”. “Ma cara, ci sono andato ieri l’altro … abbiamo il frigorifero pieno”. “Sericordassi invece quello che devi prendere,” gli risponde la moglie Ginevra, non dovremmo tornarci ; delle cose che ti avevo detto di comprare, alcune le hai portate diverse e molte le hai scordate.” “La volta prossima, farò un elenco scritto , così non mi scapperà nulla; cara, sai forse è l’età, sono un po’ rimbambito, risponde Carlo quasi scusandosi, e tra sé: non c’erano tutti gli articoli richiesti ed io ne ho preso dei simili , non è lo stesso? no, quello non va bene, quell’altro non è buono. Forse meglio non contraddirla. E’ pomeriggio; marito e moglie, appesantiti ed un po’ in là cogli anni, montano su di una piccola utilitaria, non più nuova, ma ancora in ordine e soprattutto consuma poco “così si risparmia molto”.. Da quando è in pensione, il ragionier Carlo, cassiere e perito commerciale, tiene il conto della benzina accorgendosi purtroppo che nonostante abbia diminuito l’uso dell’auto, la spesa annuale lievita sempre. Non c’è molto traffico ed in poco tempo arrivano al parcheggio pieno di veicoli; fortunatamente si libera un posto e ci si infilano velocemente. “ Caro prendi il carrello”…. “non occorre” risponde il marito “dobbiamo prendere poche cose, basta il cestino all’interno”; “no, prendilo così mi appoggio se mi stanco” e prontamente Carlo “ci sono io a sorreggerti, sono il bastone della tua vecchiaia”. “Ma se a malapena riesci a star in piedi”… ironizza la moglie; “dai entriamo”. S’imbattono subito nei contenitori dei mini prezzi , poi le grandi occasioni, i super sconti , le combinazioni tre per due, le offerte del giorno, i prodotti speciali, gli articoli fedeltà , quelli per la raccolta punti”… più che un mercato sembra il paese della cuccagna. “Assaggi questo formaggio … fa un promoter, è ottimo” … abbiamo anche la porchetta e salame. Ginevra e Carlo, per non deludere questa persona tanto gentile: “ci dia due etti di porchetta, ed un pezzo di pecorino toscano”. “Mi sembrano un po’ cari” sbotta Carlo, osservando i prezzi … “non contestare Carlo, lo sai che se vuoi della roba buona devi pagarla bene”.

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La signora ha proprio ragione” replica con soddisfazione l’abile venditore. “Ma chi lo dice?, hai forse una percentuale per la reclame??. “ Dai, proseguiamo. Ora, “prendimi le farfalline di kamut” e Carlo: “ cos’è sto kamut , un nuovo tipo d’insetto da mangiare, come fanno in Cina?”. “Non fare lo sciocco! è una pasta di un grano diverso , che dicono più leggera, più digeribile. Mah! pensa Carlo, ho sempre digerito bene tutti i tipi di pasta, specie i maccheroni al sugo o le tagliatelle al ragù della nonna. I due coniugi continuano i loro acquisti tra le corsie: due barattoli di pelati,” questi, cambiali, non si sa la provenienza, c’è scritto solo, distribuito da …”: due bottiglie di passata “questa non va bene, ha troppi conservanti”, i dadi da brodo, i risotti pronti, un rotolone di carta, il detersivo per piatti, l’olio, l’ammorbidente, il caffè, l’orzo, uova fresche “hanno scadenza troppo breve, cambiale”, “però, pensa Carlo, Ginevra è pignola, ma sceglie con attenzione i prodotti”; “poi due confezioni di acqua minerale da 24, da mezzo litro, sono più leggere”. “Come se si dovesse portarle a spalla”, risponde il marito . “L’acqua distillata per il ferro da stiro, è sull’ultimo ripiano in alto, una confezione da due litri, mi raccomando, che si risparmia” “accidenti, esclama Carlo, potevano metterla ancora più su …. bisogna fare l’arrampicata di sesto grado e poi è anche in fondo, ci vorrebbe una scaletta, non c’è mai nessuno quando si ha bisogno”. “Certo , fa la moglie, con questa crisi, hanno ridotto notevolmente il personale”, “sì, vero, si vedono solo cassiere, l’importante per loro è incassare, il cliente può arrangiarsi da solo; comunque la gente deve pur mangiare, non può campare d’aria, e qui è sempre pieno, non c’è crisi che tenga. La signora Ginevra guarda il carrello che si riempie e passando tra gli scaffali del reparto intimo e maglieria: “ho proprio bisogno di mutande”, sei paia nere, sei bianche , “così ho il cambio”, 6 reggipetto, tre magliette bianche e tre nere , “si devono avere sempre almeno due colori e poi sul nero lo sporco si nota meno”; “e quelle rosse non le prendi?” suggerisce Carlo; “no, solo per Natale e Capodanno , è tradizione”… o sono amuleti contro la iella ed il malocchio? pensa Carlo, comunque, male non fanno, non si sa mai. “Ti occorrono degli slip, dei calzini? Noo!! ne ho due cassetti pieni” , “ad ogni modo ti prendo sei paia di calze rinforzate , perché le rompi sempre in punta”. “Guarda che bel giubbotto blu, profondo mare, prendiamola per Elisa.” Carlo prova ad obiettare … “e se non le piace? è giovane ed ha forse gusti

 

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diversi e poi a me più che mare blu sembra petrolio sporco” Ma come sei, mi contraddici sempre, non te ne intendi, questo colore quest’anno è di gran moda … ed infine cala l’asso di briscola: “conoscerò bene io, i gusti di mia figlia ”, calcando le parole; Carlo, tra sé osserva: quando le fa’ comodo è sua figlia, in altri casi, nostra figlia . Finalmente si ricordano di quello per cui erano venuti ….. le scatolette per i cani, il latte scremato, “così non ci sono grassi” , poi il burro, la forma grana, pancetta, insalata, prosciutto, le bistecche, il pollo, il pane, frutta, verdure e tante altre cose. “Prendiamo anche un chilo di salsiccia”, dice la moglie; perché nella salsiccia non c’è il grasso e nei salumi il colesterolo dove lo mettiamo? fa Carlo. Stanno per dirigersi alla cassa … ma oplà … in bella mostra una torta Saint Honoré, ma come si fa a resistere?? e lì vicino scatole di cioccolatini “e che ne dici della torta?” azzarda Carlo alla moglie; lei subito “sì, prendiamone una, anche quella scatola di cioccolatini misti , così se dovesse venire qualcuno a trovarci, abbiamo qualcosa da offrire, anche due sacchetti di caramelle alla menta piperita, quelle con la goccia,… che con tutto l’aglio e la cipolla che mangi, hai l’alito pesante”. “ Ma come, ribatte il marito, … se ne metto solo tre spicchi per volta”; “sì va bene, ma se lo mangi, senza toglierlo dal tegame, non lo digerisci poi bene,”. Carlo non sapendo cosa dire sollecita la moglie verso la cassa. “Vai là in fondo, c’è meno gente, intanto vado a prendere una saponetta. Carlo spinge il carrello verso una fila con poche persone, ma, ahimè: “cassa chiusa” , poi si sposta accanto, aspetta pazientemente, e finalmente, comincia a riporre i prodotti sul nastro trasportatore …. ma una voce stridula, antipatica : “questa è la cassa rapida, massimo dieci pezzi , non ha visto l’avviso luminoso? ” Carlo allibisce e sentendosi in colpa, reo di non essersi messo gli occhiali si allontana quasi vergognoso pensando: “accidenti, mi son confuso, volete fucilarmi se ho sbagliato cassa? non avevo notato l’avviso, ci saranno duecento cartelli, mi stavo preoccupando di non essere schiacciato dalla ressa e di caricare velocemente i prodotti. Pazienza; andiamo da un’altra parte; naturalmente una fila lunghissima, altri interminabili minuti di attesa e intoppi vari, “questo articolo non ha il codice, debbo chiamare un addetto del reparto; questa tessera è smagnetizzata, non si legge, deve darmene un’altra,; questa confezione è rotta, può andare a prenderne un’altra, intanto io continuo; oppure, la cassa è bloccata, un momento di pazienza; sono innumerevoli interruzioni che fanno aumentare l’attesa ed ingrossare la fila come un serpentone che si snoda a perdita d’occhio.

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Intanto Carlo demoralizzato, scuote il capo osservando il carrello colmo e voltandosi verso la moglie che torna frettolosamente con bagnoschiuma, shampoo, dentifricio e spazzolini. “Caro Ti ho comperato il sapone da barba” - “mah! non dovevamo acquistare solo poche cose?” “ Sì, però è son tutte necessarie e indispensabili ”. A questo punto Carlo non osa più ribattere e pensa: “come avranno fatto mai a sopravvivere i nostri antenati senza la Nutella, i ravioli del signor Rana, lo stracchino di nonno Nanni , la pasta Agnesi, il panettone delle tre Marie o la mortadella di Bologna ? Finalmente arriva il nostro turno, carichiamo i prodotti sul nastro trasportatore che inesorabilmente li trascina verso lo scanner, poi casa, e destinazione finale i nostri poveri intestini, che dovranno elaborare e digerire questi sofisticati alimenti. La cassiera prende gli articoli lentamente, quasi svogliatamente, forse se ne frega della fila, pensa Carlo … ma dinanzi alle scatolette ha un sussulto.” ma quanti animali avete? chiede, “tre cani risponde prontamente Ginevra, perché ci sono problemi?” Capendo di aver fatto una gaffe,la cassiera, imbarazzata, continua silenziosa a passarle al vaglio una alla volta; dietro si sente rumoreggiare, la gente comincia a spazientirsi, Un temerario alza la voce: “non poteva passarle insieme, una ventina alla volta?” ; “E’ forse l’inizio di una sommossa popolare?” la cassiera per niente intimorita, anzi ringalluzzita per l’occasione che le si presenta, elabora prontamente la sua piccola rivincita personale …. su quella gente agitata, sul lavoro incerto e mal retribuito, sulle difficoltà di una vita anonima … e a voce alta: “io, seguo le istruzioni ricevute, per il controllo del magazzino e della qualità debbo passarle tutte singolarmente e … stoccata finale: anche se volessi, il programma non lo permette” . Dulcis in fundo, arriva la dolente nota: “ 198 Euro, fa l’operatrice, paga in contanti o con la carta di credito? “ Sorbole” esclama il ragioniere, “ per fortuna ho con me porto sempre il bancomat” ed alla moglie: “ ho 50 euro, tu cosa hai? “io nulla , normalmente paghi tu , ho lasciato il portafoglio a casa”. “Ma scusa, hai sempre con te una borsa che sembra una valigia, dentro hai anche il kit d’emergenza e le bottiglie dell’acqua che potremmo andare anche nel deserto, non puoi portarti dietro il portafoglio? ”. “No, perché è nell’altra borsa, quella più piccola, col borsellino delle monete, libretto d’assegni, carta di credito, tessere, agenda, telefono; non ci sta tutto in una borsa sola”. Nulla da eccepire; non manca nulla, nemmeno la bussola e coltellino svizzero perché li portano sempre assieme ad una pila.

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Spingendo il gravoso carrello, come fosse un carretto pieno di sassi, i due coniugi discutono se han fatto bene a prendere quell’articolo oppure no, e, sostenendosi delicatamente l’uno l’altro, giungono lentamente all’auto, caricano le borse nel bagagliaio e si dirigono verso la loro casa, approdo sicuro dei loro affetti famigliari. Ginevra assorta pensa a quello che dovrà cucinare, se il risotto o i maccheroni, le bistecche o il pollo, poi di botto, facendo sobbalzare il marito: “ oggi son proprio contenta, con tutti gli sconti e offerte , abbiamo risparmiato molto … un vero affare”. Carlo perplesso…. intanto stava programmando la serata da vedere in televisione: … “con quelle proposte, favolose ed allettanti come specchietti per le allodole, chi ci ha guadagnato sicuramente è il supermercato, noi non credo proprio, una cosa però è certa, ci sentiamo più leggeri …. specie in tasca e poi cara … tu hai ragione”, in fondo … abbiamo passato una piacevole e fruttuosa giornata.

 

 Fiumi Mauro      Zola Predosa          Febbraio 2013

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